
Se mai vi dovesse capitare di imbattervi in un delfino e di vederlo nuotare tranquillamente, ma con un occhio aperto e l' altro chiuso, ebbene...non pensate a nessuna anomalia o stranezza: sta semplicemente schiacciando un pisolino. Questi cetacei, per quanto studiati e osservati, continuano a rivelarsi creature uniche e straordinarie nelle loro peculiarità, all' interno del mondo animale...
Molteplici attività loro necessarie, quali il galleggiamento, il controllo della rotta e della navigazione, ma soprattutto la respirazione, per la quale devono risalire in superficie, richiedono costantemente attenzione e sorveglianza: ecco la ragione per la quale, probabilmente, hanno sviluppato una struttura del sonno senza eguali tra i mammiferi. La prima scoperta interessante è stata fatta dagli scienziati francesi del parco di Marineland, ad Antibes, dopo aver osservato nei delfini il susseguirsi di momenti in cui nuotano ad una andatura più lenta e con un solo occhio aperto; tale stato si è rivelato essere il segno evidente di un sonno unilaterale, o emisferico, che costituirebbe la modalità principale attraverso la quale si riposano questi mammiferi, non riscontrata, per ora, in nessun altro animale. Mentre un emisfero si occupa di gestire funzioni fisiologiche e di sopravvivenza e, nel frattempo, riposa e recupera energie, l' altro è vigile e in stato di veglia, per consentire all' animale di svolgere le altre funzioni, in particolare risalire in superficie per respirare e continuare il movimento natatorio. In questa maniera i delfini riposano metà cervello alla volta, chiudendo il corrispettivo occhio, e alternano il sonno tra i due emisferi. Questi ultimi funzionano in maniera quasi totalmente indipendente e anche il bisogno di sonno si presenta separatamente ora nell' uno, ora nell' altro e in maniera diseguale: tale peculiarità potrebbe essere, in parte, spiegata dalla ridotta dimensione del corpo calloso, che unisce, all' interno del cervello dell' animale, i due emisferi. I suddetti stati di sonno unilaterale, in un delfino adulto, hanno una durata complessiva di otto ore al giorno, che sono però ripartite in intervalli che vanno dai pochi minuti alle due ore, tali da definirsi microsonni o sonno polifasico. Ciò vuol dire che il delfino è solito schiacciare svariati e brevi pisolini nel corso della sua giornata, piuttosto che abbandonarsi ad un unico, lungo sonno rigeneratore. Negli esemplari appena nati non si registra addirittura alcuno stato di sonno per le prime settimane, nelle quali sono svegli 24 ore su 24: trascorso questo periodo, hanno avuto il tempo sufficiente per apprendere e abituarsi al ritmo veglia-sonno degli adulti. Se una cosa del genere avvenisse per i cuccioli di uomo, non potremmo immaginare che ne sarebbe delle povere neo mamme& Ma l' aspetto che forse distingue maggiormente il sonno dei delfini da quello dell' uomo e di altri animali, è l' assenza di sogni: i ricercatori non sono ancora riusciti a rilevare nei delfini la fase REM (Rapid Eye Movements), concludendo, fino a prova contraria, che tale fase è assente e che l' animale raggiunge, nello stato di sonno, solo le fasi più leggere e meno profonde. In conclusione, scopriamo che uno degli animali considerati più simili all' uomo sotto vari punti di vista comportamentali, e sicuramente tra le creature più intelligenti, è un infaticabile stakanovista, non si abbandona mai troppo e completamente al relax, non sopporta di stare fermo neanche quando dorme e, quando ciò accade, si tratta comunque di un sonno senza sogni. E' sicuramente un quadro terrorizzante per qualsiasi individuo, tra di noi, geloso delle sue sacre ore di riposo e di sonno totale. Ma un dubbio si insinua: considerando la presunta e leggendaria abitudine di alcune tra le personalità più brillanti di tutti i secoli, Thomas Edison, Benjamin Franklin, Napoleone e Leonardo, di praticare una modalità di sonno polifasico, ovvero frazionato in molti microsonni, c' è da chiedersi se non sia questo uno dei segreti del successo e di una intelligenza viva e brillante. Fonte: larivistadelmare.it |