Bionda, in minigonna e funziona, i cittadini vanno più piano.
E' la sexy-vigilessa, in divisa non proprio d'ordinanza, che con la paletta spianata aspetta al varco le auto che corrono lungo via Capitanio, a Spinea, vicino a Venezia.
La cosa curiosa è che...
la vigilessa è in realtà una sagoma in legno - "vestita" con un giacchino nero e minigonna vertiginosa arancione - è stata messa a lato della strada dai residenti della zona, esasperati dal traffico e dagli automobilisti che premono troppo sull'acceleratore senza rispettare il limite di velocità di 30 km all'ora.
«Abbiamo fatto petizioni e chiamato i vigili, che qualche volta vengono, ma poi gli automobilisti ricominciano a correre», raccontano gli abitanti sulle pagine della Nuova Venezia. Insomma le hanno provate tutte, anche a mettere un cartello che gentilmente chiede di rallentare («Per favore rallentare. Grazie.»), ma non è servito a niente. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la morte di Fiocco, un gatto di pochi mesi dal pelo bianchissimo schiacciato da un'auto.
Qualcuno allora ha suggerito di ricorrere a un finto autovelox ma l'artigiano incaricato di realizzarlo ha preferito creare una sexy-vigilessa di legno. E funziona, garantiscono gli abitanti: «Le auto, forse per spavento, forse per curiosità, rallentano e guardano». Il creatore della vigilessa, Giovanni Simionato, pensionato di Spinea, confessa che all'inizio aveva pensato alla sagoma di un vigile maschio. Ma poi...- aggiunge sornione - ho pensato che una donna avrebbe "funzionato" meglio e che poteva essere un'idea più briosa, visto l'avvicinarsi del Carnevale».
La pensata il signor Giovanni, capo mastro in pensione, 72 anni, l'ha avuta un mese fa. «Così mi sono messo a lavorare con il fondo di un vecchio armadio - racconta - ho disegnato la sagoma, assieme a mio cugino l'ho tagliata con un seghetto e l'ho dipinta con colore a olio». Il look della vigilessa la fa assomigliare in realtà più a una "flick" parigina, per via del cappellino, che non a una poliziotta italiana. Ma l'effetto è quello voluto: «gli automobisti rallentano - dice Giovanni - magari per la curiosità, ma vanno più piano». Fonte: Il Messaggero |